Cosa Vedere ad Acireale

Acireale è una delle cittadine più interessanti nei dintorni di Catania e, vista la vicinanza alla casa vacanze Sea Shell è anche uno dei luoghi che più spesso suggerisco di visitare ai miei ospiti, durante la loro vacanza in Sicilia.

In questo articolo vi spiegherò cosa vedere ad Acireale, parlando dello straordinario patrimonio architettonico della cittadina ai piedi dell’Etna, delle sue tradizioni folkloristiche e delle bellezze paesaggistiche dei dintorni.

Acireale: Cosa c’è da Sapere

Prima di elencare tutte le cose da vedere ad Acireale, voglio darvi quale informazione di carattere generale su questa cittadina.

Acireale si trova a metà strada fra Catania e Riposto, e dista pochi chilometri anche dai borghi di Aci Trezza ed Aci Castello.

Con i suoi oltre 50.000 abitanti, Acireale è il comune più popoloso della provincia di Catania, ad eccezione ovviamente del capoluogo.

Benché il territorio comunale si affacci per un lungo tratto sul mar Ionio, il centro storico di Acireale si trova ad un’altitudine di circa 160 metri, al di sopra di un piccolo promontorio, la splendida Timpa, alla quale dedicherò un paragrafo al termine dell’articolo.

acireale e la tima viste dall'altoQuesta vista aerea di Acireale e della Timpa, che ho preso in prestito da Wikipedia, dovrebbe rendere bene l’idea.

Sulle origini di Acireale non si hanno notizie certe. L’area sulla quale sorge è quella che sarebbe stata occupata dall’antica città greca Xiphonia, la cui esistenza non è però storicamente accertata.

La città di Akis fu invece fondata durante il periodo romano, intorno alle sorgenti termali tuttora esistenti e molto apprezzate.

Durante il medioevo, l’insediamento era situato poco più a sud rispetto ad ora, intorno al Castello di Aci, che oggi rientra nel più piccolo comune di Aci Castello. Da qui, alcune famiglie si spostarono nel corso del XIV secolo e fondarono Aci d’Aquila, che nel XVII secolo fu ribattezzata Acireale.

Il medioevo rappresenta l’epoca più importante nella storia di Acireale: qui si insediarono ricche famiglie di mercanti e, soprattutto, diversi ordini religiosi, il che spiega l’elevatissimo numero di chiese e luoghi di culto presenti in città.

Proprio in virtù dell’abbondanza di edifici religiosi, Acireale è detta anche “la città dalle cento chiese”, o “delle cento campane“.

Il terribile sisma del 1693, che rase al suolo diversi centri della Sicilia orientale, non risparmiò nemmeno Acireale. A differenza della vicina Catania, la distruzione non fu però assoluta ed ancora oggi sono presenti alcune testimonianze architettoniche del periodo medievale.

Tuttavia, lo stile predominante, negli edifici di Acireale, è senza dubbio il Barocco, nella sua declinazione autoctona di Barocco Siciliano.

Centro Storico di Acireale

Iniziamo a parlare di cosa vedere ad Acireale partendo dal suo centro storico.

La strada principale della città è l’elegante corso Umberto I, sul quale si affaccia buona parte dei luoghi di interesse che descriverò di seguito, nonché invitanti bar e vetrine traboccanti di dolci tipici siciliani.

Duomo di Acireale

Nel cuore della città, sull’omonima piazza, sorge il Duomo, dedicato all’Annunziata. La sua origine risale al XVI secolo ma fu in parte ricostruito in seguito al terremoto del 1693.

cattedrale di acirealeDi particolare interesse è la Cappella di Santa Venera, patrona della città: al suo interno sono custoditi preziosi affreschi secenteschi, l’urna reliquario ed il busto della Santa.

Ai due lati della Cappella sono presenti le statue in gesso di santa Tecla e di santa Rosalia, realizzate dallo scultore Giuseppe D’Amico nel 1729.

Nella Cattedrale è anche esposto il fercolo in argento cesellato con il simulacro di Santa Venera, che viene portato in processione durante i festeggiamenti.

Nella navata centrale potrete vedere l’ottocentesco pulpito ligneo, mentre sul pavimento del transetto si trova una meridiana costruita nel 1843 dall’astronomo tedesco Cristiano Peters de Flensburg, decorata con i segni zodiacali.

All’esterno è da notare la scultura in marmo del portale che rappresenta l’Annunciazione, opera dello scultore messinese Blandamonte risalente al 1668.

I due campanili che fiancheggiano la facciata, pur essendo identici, furono costruiti in epoche diverse. Quello di destra fu edificato a partire dal 1544, insieme alla chiesa, e per un periodo fu utilizzato come torre d’avvistamento.

Il campanile di sinistra ed il rosone risalgono invece alla fine del 1800, mentre la cupola fu costruita tra il 1655 e il 1732.

Basilica dei Santi Pietro e Paolo

Sulla piazza del Duomo si affaccia anche la seicentesca Basilica dei Santi Pietro e Paolo. La sua facciata, in pietra bianca di Siracusa, fu progettata dal pittore Paolo Vasta, ed è fiancheggiata da un campanile del 1735.

La struttura della chiesa è ad una navata: eleganti colonne ioniche sormontate da capitelli corinzi definiscono cinque campate laterali, sia a destra che a sinistra.

Le pareti del coro, nell’altare maggiore, sono impreziosite da affreschi del XVII secolo, mentre l’organo, opera di Giovanni Patanè Rocca, risale alla metà del 1800.

Palazzo Municipale

Oltre alle due chiese di cui vi ho parlato, su piazza Duomo si affaccia uno dei monumenti storici più importanti di Acireale: il Palazzo Municipale.

L’edificio, costruito in stile tardo-barocco nel 1659, subì ripetuti danni dai terremoti del 1693 prima e del 1818 dopo, per cui i restauri definitivi si ebbero solo all’inizio del secolo scorso.

Basilica Collegiata di San Sebastiano

Sempre nel centro storico di Acireale sorge la Basilica Collegiata di San Sebastiano, anch’essa in stile barocco, costruita tra il 1609 e il 1644, ma in larga parte ricostruita dopo il terremoto della val di Noto del 1693.

La facciata presenta una balaustra progettata da Pietro Paolo Vasta, sormontata da statue che raffigurano alcuni personaggi dell’Antico Testamento. L’interno della cupola, invece, è stato decorato dal pittore Ardizzone.

La chiesa ha una struttura a croce latina a tre navate. Al suo interno si possono ammirare numerosi affreschi e dipinti di Pietro Paolo Vasta, Matteo Ragonisi, Alessandro Vasta e Michele Vecchio. Tra le opere di quest’ultimo, spicca in particolare il “San Sebastiano in Gloria”, nella Cappella di San Sebastiano, collocata nel braccio destro del transetto.

Dietro la tela è custodito il simulacro del Santo, che viene portato in processione dai devoti il 20 gennaio su di un fercolo d’argento. San Sebastiano è il compatrono della città ed il suo culto è davvero molto sentito ad Acireale.

Chiesa di Sant’Antonio di Padova

La piccola Chiesa di Sant’Antonio di Padova è considerata la più antica di Acireale.

Anch’essa situata nel centro cittadino, fu costruita alla fine del 1400, dopo l’epidemia di peste che colpì la città, e inizialmente dedicata a San Sebastiano. In seguito, il 13 luglio del 1652, fu dedicata a Sant’Antonio, mentre per il culto di San Sebastiano fu progettata l’attuale Basilica.

Della costruzione originaria, rimane oggi soltanto il portale in stile gotico: il resto della chiesa fu ricostruito dopo il terremoto del 1693.

All’interno sono conservati alcuni affreschi dell’onnipresente Pietro Paolo Vasta e di suo figlio, Alessandro.

Villa Belvedere

La Villa Belvedere, costruita nel 1848, è il giardino pubblico più grande di Acireale e si trova all’estremità settentrionale del corso Umberto I.

Dedicata a Vittorio Emanuele III, fu denominata sin da subito belvedere in virtù del panorama mozzafiato che si può ammirare dal suo balcone, in fondo al vialetto principale.

Lo sguardo può infatti spaziare dalla “Timpa” all’intero tratto di costa tra Taormina e Catania; nelle giornate limpide anche le coste della Calabra sono ben visibili.

Entrando nella Villa Belvedere a destra si trova la vasca con la famosa statua in marmo di Aci e Galatea (protagonisti di un mito che più avanti vi racconterò), mentre altre statue di personaggi acesi illustri sono collocate lungo le aiuole.

Musei di Acireale

Acireale è sede di alcuni interessanti musei che meritano certamente una visita. Vediamo quelli più importanti.

Il Museo dell’Opera dei Pupi si trova in via Alessi, a due passi dal corso principale. La visita è gratuita ed offre la possibilità di ammirare lo splendore della Raccolta del Teatro Pennini-Macrì di Acireale, i Pupi con i loro sontuosi abiti, antichi teatrini, teste, antiche locandine e attrezzature da teatro originali.

Il Museo delle Uniformi Storiche è ospitato al piano terra del palazzo municipale. È una mostra permanente di uniformi militari frutto di un sapiente lavoro di ricerca durato 30 anni da parte dell’acese Scaccianoce.

La mostra raccoglie uniformi che abbracciano un periodo storico compreso tra dal 1796 ed il 1928, provenienti da sette stati diversi: il Regno d’Italia, il Regno di Sardegna, lo Stato Pontificio, la Francia, la Russia, l’Impero Austro-Ungarico e la Prussia.

Un’attenzione particolare merita la Biblioteca Pinacoteca Zelantea, che raccoglie un inestimabile patrimonio costituito da oltre centomila volumi, fra i quali libri rarissimi, manoscritti ed incunaboli. A questi si aggiungono 143.000 fascicoli di riviste, sia cessate che in corso.

Nella sezione adibita a Museo è esposta una carrozza del Senato acese, il busto di Cesare, una bandiera tricolore del Risorgimento, collezioni di armi della stessa epoca, reperti greco-romani ed antiche monete.

Il Carnevale di Acireale

Nonostante le sue straordinarie bellezze architettoniche, l’attrazione principale di Acireale, oggi, è considerata il suo Carnevale, ritenuto il più bello di Sicilia e il terzo, in ordine di importanza, a livello nazionale. Nel 2017, è stato anche inserito dal quotidiano The Guardian, nella lista dei 10 Carnevali più belli d’Europa.

Ogni anno, il tradizionale Carnevale di Acireale richiama decina di migliaia di persone, dalla Sicilia, dal resto d’Italia e persino dall’estero. Mi è anche capitato di ospitare turisti stranieri, alla casa vacanze Sea Shell, accorsi proprio in occasione di questo evento.

carnevale acireale carro
Caratteristico carro di Acireale

Le antiche origini del Carnevale di Acireale sono documentate da un mandato di pagamento risalente addirittura alla fine del 1500, più precisamente al 1594, data a partire dalla quale la manifestazione si è ripetuta ogni anno fino ad oggi. Le rare interruzioni sono state dovute a gravi episodi, quali il terremoto della Val di Noto e le due grandi Guerre.

In diverse occasioni, il Carnevale di Acireale è stato abbinato alla lotteria del Carnevale del Monopolio di Stato e nel 2010 la cerimonia è stata associata alla Lotteria Nazionale ed al Carnevale di Viareggio.

Il carnevale acese deve la sua peculiarità alla sfilata dei Carri allegorico-grotteschi in cartapesta che riprendono i temi ispirati alla satira politica o a particolari fatti di cronaca, e ai bellissimi ed imponenti Carri infiorati.

La sfilata dei carri allegorici, addobbati di migliaia di luci e dotati movimenti meccanici, si ripete il Giovedì Grasso, la domenica e il Martedì Grasso.

Il corteo si snoda tra le vie principali del centro storico della cittadina barocca: Corso Italia, Corso Savoia, Corso Umberto e la piazza del Duomo, tra maschere, fiori, coriandoli, musica dal vivo, giochi, mostre di carretti siciliani e spettacoli dei tradizionali Pupi.

L’ultimo giorno di Carnevale, cioè il Martedì Grasso, si conclude la manifestazione con la premiazione dei carri, i fuochi d’artificio ed il rogo di Re Carnevale.

Ad Acireale il carnevale non si esaurisce con l’arrivo della Quaresima. Infatti, si può godere ancora del clima festoso e spensierato tipico di questa festa anche in primavera: l’ultimo week-end di aprile è dedicato al Carnevale dei Fiori, una sfilata dei Carri Infiorati che percorre le vie del centro storico.

Nel mese di agosto si ha la possibilità di rivedere ( o di vedere per chi non l’avesse già fatto) i Carri Allegorici durante il carnevale estivo, un’esposizione dei carri dell’edizione invernale che si tiene in piazza Duomo, con l’esibizione di giochi di luci.

Se desiderate maggiori informazioni su questa manifestazione o volete consultare il programma della prossima edizione, vi consiglio di visitare il sito ufficiale.

La Leggenda di Aci e Galatea

Come accennato, esiste un’antica leggenda, anzi, un mito, legato alla nascita di Acireale: quello di Aci e Galatea, raccontato anche da Ovidio nel libro III delle Metamorfosi.

Il ciclope Polifemo, che viveva sull’Etna, era innamorato della bella Galatea, una delle cinquanta nereidi, figlia delle divinità Doride e Nereo.

La bellissima fanciulla, però, era a sua volta innamorata di Aci, un pastorello figlio di Fauno e della ninfa Simetide, che pascolava il suo gregge vicino al mare.

Vistosi respinto, in preda alla gelosia, Polifemo scagliò un masso (aveva questo brutto vizio…) su Aci, uccidendolo.

Appena Galatea seppe cosa era accaduto, abbracciò il corpo esanime del suo innamorato e pianse tutte le sue lacrime, suscitando la pietà degli dei. Questi, trasformarono Aci in un fiume, che scorre dall’Etna al tratto di spiaggia di Capo Mulini, punto in cui i due innamorati si incontravano.

Polifemo scaglia un masso contro Aci (dipinto di Pompeo Batoni, 1761)

I Greci chiamarono questo fiume Akis, ed oggi, nella frazione di Capo Mulini, vi è una sorgiva di acqua dolce che scorre vicino al mare chiamata appunto “Il sangue di Aci”.

La leggenda vuole che il corpo di Aci sia stato diviso in nove parti ed abbia dato origine alle nove Aci:
Acireale, Aci Trezza, Aci Castello, Aci Catena, Aci Platani, Aci Bonaccorsi, Aci Sant’Antonio, Aci San Filippo e Aci Santa Lucia.

La bellissima statua di Aci e Galatea si può ammirare, come vi dicevo, nella villa comunale di Acireale.

I Dintorni di Acireale

Di cosa vedere ad Acireale abbiamo parlato a sufficienza. Adesso, voglio darvi qualche consiglio sui posti da non perdere nelle immediate vicinanze.

La Timpa

A ridosso del centro storico di Acireale, sorge il promontorio denominato “la Timpa“, che si estende parallelamente alla costa per circa 6Km e che ha un’altezza media di 80 metri.

La Timpa è una formazione di origine vulcanica, ed è composta da vari strati di lava che si sono sovrapposti nel tempo, a partire da oltre 200.000 anni fa.

Ricoperta da una fitta vegetazione spontanea, resa compatta dalle numerose e intricate piante rampicanti, questa vasta area protetta, pur trovandosi nel centro di un’area fortemente antropizzata, rimane praticamente inaccessibile.

Si è per questo mantenuta incontaminata e rappresenta l’habitat naturale di molte specie animali (ricci, volpi, conigli selvatici, rettili vari…).

Tra gli arbusti della macchia mediterranea nidificano la poiana, il gheppio, il falco pellegrino, merli, civette, barbagianni e interi stormi di gabbiani.

Nella zona di pre-riserva si possono ammirare i limoneti coltivati sui tipici terrazzamenti ottenuti con i muretti “a secco”, ma fanno capolino qua e là alberi di mandorlo, carrubo e coloratissimi fichi d’India.

Le pareti della Timpa che cadono a strapiombo sul mare assumono una particolare colorazione dovuta ai coralli gialli e rosa che le hanno colonizzate.

Se siete appassionati di immersioni subacquee o di snorkeling, nei fondali della Timpa potrete ammirare una grandissima varietà di flora e fauna marina, che comprende oltre 300 tipi di “alghe rosse”, “alghe verdi” e “alghe brune”.

Fra di esse nuotano branchi di Opi, Monacelle, Bianchetti e Salpe, mentre negli anfratti rocciosi si rifugiano polpi e murene.

Sui fondali si scorgono anche i ricci di mare e i pregiati “Occhi di bue”, e non mancano crostacei come paguri, granchi e persino delle aragoste.

Santa Maria la Scala

Proprio ai piedi del centro di Acireale, al disotto della Timpa, sorge il piccolo borgo di pescatori di Santa Maria la Scala.

Il villaggio possiede una piccola chiesetta ed un porticciolo, presso il quale trovano riparo numerosi pescherecci ed altre piccole imbarcazioni.

Proprio vicino al porto è anche possibile vedere un’antica torretta di avvistamento normanna che si erge sulla scogliera (foto sotto). Sono tante le strutture di questo tipo presenti in questo tratto di costa: le più note si trovano sul lungomare di Catania e a Santa Tecla.

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La torretta medievale di Santa Maria la Scala

Durante l’estate a Santa Maria la Scala vengono allestiti alcuni stabilimenti balneari piuttosto affollati. Nei tranquilli mesi invernali vi consiglio invece di fare una passeggiata sul lungomare e fermarvi magari in uno dei tanti ristoranti del paese.

Santa Maria la Scala si può raggiungere sia dalla rete stradale che, a piedi, da Acireale, attraverso una ripida scalinata a zig-zag che attraversa la Timpa, offrendo panorami di estrema bellezza.

La Riviera dei Limoni (Pozzillo, Stazzo, Santa Tecla)

Oltre a Santa Maria la Scala, lungo il tratto di costa che separa Riposto da Acireale sorgono diversi altri borghi di pescatori, tutti molto caratteristici ma (incredibilmente) non ancora scoperti dal turismo di massa.

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Il Porticciolo di Pozzillo

In particolare consiglio sempre agli ospiti della mia casa vacanze, quantomeno a quelli che si fermano più a lungo, di visitare Pozzillo Inferiore, Stazzo e Santa Tecla, tutte frazioni di Acireale.

Ognuno di questi borghi presenta un pittoresco porticciolo ed un piacevole lungomare, dal quale potrete ammirare le onde infrangersi sugli scogli di roccia vulcanica.

Come vi dicevo, presso Santa Tecla esiste un’imponente torretta Normanna di rara bellezza, perfettamente incastonata nella scogliera e preceduta da una distesa di fichi d’India.

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La torretta Normanna di Santa Tecla

Evito comunque di descrivere uno per uno questi borghi, dal momento che ne ho già parlato alcuni mesi fa in questo articolo, proponendo anche un ipotetico itinerario che permette di visitarli tutti.

Come arrivare ad Acireale

A questo punto non mi resta che spiegarvi come arrivare ad Acireale: la cittadina può essere raggiunta abbastanza facilmente sia in auto che con i mezzi pubblici.

Raggiungere Acireale in Auto

Se vi spostate in automobile, potrete raggiungere Acireale sia per mezzo dell’autostrada A18 che della Statale 114.

Se partite da una località relativamente vicina (ad esempio Giarre o Riposto) vi consiglio la statale, perché dà un più agevole accesso al centro storico.

Raggiungere Acireale coi Mezzi Pubblici

L’aeroporto più vicino è ovviamente quello di Catania Fontanarossa, collegato a numerosissimi scali nazionali ed europei. Presso l’aeroporto, se lo desiderate, è anche possibile noleggiare un’automobile.

Acireale dispone di una stazione ferroviaria posta sulla linea Catania-Messina, presso la quale fermano tutti i treni che effettuano servizio viaggiatori, inclusi gli intercity da/per Roma e Milano.

A causa di una (infelice) decisione risalente a qualche decina di anni fa, la stazione è stata spostata al di fuori del centro abitato e se pensate di arrivare in treno dovrete mettere in conto una passeggiata di circa 20 minuti per raggiungere il corso Umberto I.

Gli autobus interurbani fermano invece in pieno centro (il capolinea principale è la “Stazione Vecchia” oggi in disuso) e collegano Acireale con un po’ tutte le località vicine, incluse Giarre e Catania. Le principali compagnie di riferimento sono Interbus e AST.

Se sceglierete di trascorrere la vostra vacanza nella nostra casa vacanze, o comunque se soggiornerete a Riposto, potete anche servirvi di una linea di autobus secondaria, che collega Riposto ad Acireale fermando in tutti i paesini della Timpa, dei quali vi ho parlato poc’anzi.

Con un’adeguata pianificazione, potrete quindi raggiungere uno dei borghi, visitarlo e poi prendere l’autobus successivo e proseguire verso Acireale. Per consultare gli orari aggiornati, visitate il sito ufficiale di Zappalà e Torrisi. Segnalo anche che questa compagnia collega Acireale a diversi altri interessanti centri dell’hinterland.

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